METTI IN ACQUA IL CAMPER

Quella che sembrava essere prerogativa delle acque interne francesi e olandesi sta diventando, per iniziativa di un gruppo di appassionati cremonesi, un'interessante realtà anche nel nostro paese. Vivere rilassanti vacanze sull'acqua navigando a bassa velocità per fiumi e canali è da sempre una prerogativa di alcuni paesi europei, che ha persino ispirato un'industria turistica. Chi, tanto per fare un esempio, si sia soffermato ai bordi di un canale o di un fiume francese avrà certamente notato un traffico notevole di houseboat e péniche adattate a essere vissute come vere e proprie case naviganti. Certo, lo spirito di chi predilige queste imbarcazioni non è quello del veloce e poco rilassante cabotaggio d'altura, ma si concilia benissimo con quello di chi cerca la tranquillità per sfuggire ai concitati e poco salubri ambienti cittadini. Di fatto il sistema idroviario di Francia e Paesi Bassi risponde perfettamente alle esigenze di questo tipo di mobilità: a motivo di un'antica integrazione con l'ambiente naturale e di eccellenti servizi a disposizione, ivi compresa, ad esempio, la possibilità di muovere autonomamente i comandi che azionano le chiuse. Purtroppo nel nostro paese il trasporto su acqua, soprattutto su quelle interne, è di fatto sparito (basterebbe vedere ciò che rimane dei Navigli milanesi!) ma molto resta, ed è un peccato che non si sia sfruttato in modo adeguato. E' proprio partendo da queste premesse che un gruppo di appassionati cremonesi, complice il Po che merita una maggiore valorizzazione ambientale e turistica, ha deciso di realizzare, sia per la vendita che per il noleggio, una flotta di particolari houseboat di moderna tecnologia. Ad onor del vero anche in passato, nelle lagune dell'Italia dell'est (Lignano, Marano e idrovia veneta), era partito un programma di questo tipo, con mezzi abitativi di buona cubatura e motorizzazioni attorno ai 20 cavalli che consentivano una relativa velocità di spostamento; ma nel tempo si era affievolito l'interesse, probabilmente non sorretto da una corretta promozione, a causa della limitata portata di quei mezzi.
Le houseboat cremonesi sono mezzi decisamente interessanti, costruite secondo una schema inaugurato una quindicina di anni fa negli USA. Si basano su due scarponi galleggianti con sezioni perfettamente cilindriche saldate tra loro a filo continuo e su un controtelaio, sopra i quali viene appoggiata la sezione abitativa. Qui, sia per rispettare i pesi che per garantire l'isolamento termico, sono stati impiegati pannelli sandwich dell'ultima generazione; si avvicinano così alla struttura dei camper più evoluti, ma con un coefficiente di abitabilità assai maggiore. Di fatto, non essendoci il problema del rispetto delle larghezze, è stata adottata una distribuzione dell'abitacolo che ha permesso la realizzazione di ambienti spaziosi e ben separati tra loro. La sezione notte, a una o due camere separate, a seconda della dimensione del mezzo assicura una notevole privacy, mentre la zona soggiorno è aperta e molto comoda, con la parete attrezzata di cucina che non disturba. Corridoio centrale e zona servizi di ampio respiro completano le funzioni, mentre le aperture poppiera e prodiera e le finestrature sono protette da serramenti robusti e leggeri e da pannelli zanzariera. La zona di comando dispone di un grande spazio prodiero attrezzabile con mobili da relax e una consolle di pilotaggio, ampia e funzionale, che consente una posizione ergonomica e tale da assicurare una buona percezione degli spazi in fase di manovra e navigazione. A poppa sono installati il castello reggimotore e il ballatoio necessario per la salita sul tetto, sfruttabile per abbronzarsi anche in navigazione. La sezione dei servizi di bordo è adatta a essere completata da una notevole serie di accessori che vanno dal generatore elettrico all'impianto di riscaldamento, all'autoclave per le acque potabili, e chi più ne ha più ne metta dal momento che lo spazio a disposizione è tanto e che il costruttore è in grado di fornire personalizzazioni a richiesta del committente.
Per quanto concerne la navigazione, nonostante le potenze applicabili ai modelli maggiori arrivino sino a un centinaio di cavalli, è consigliabile utilizare quelle intorno ai 40 cv, quindi senza patente. Si tratta pur sempre di case galleggianti assolutamente estranee all'idea di velocità. Tuttavia ne abbiamo apprezzato le ottime performance anche con motorizzazioni ridotte (appunto quelle da 40 cv), che rappresentavano la dotazione dei modelli messi a nostra disposizione (in questo caso Honda e Suzuki). L'unica attenzione da avere con tali motori è quella di montare un'elica a passo corto ed elevato diametro per ottenere la potenza ideale di spinta. In queste condizioni abbiamo navigato la prima parte del canale Milano - Cremona ottenendo una velocità media di crociera superiore ai 13 km/h mentre nelle acque del Po, anche controccorrente, lo spostamento è sempre stato accettabile. Per la cronaca diremo che con il modello aperto della gamma un gruppo di persone se ne è andato tranquillamente da Cremona a Venezia in tempi del tutto accettabili. Le caratteristiche di navigazione sono, poi, quelle tipiche dei catamarani dislocanti, quindi grande stabilità e facilità di manovra unite a economia di carburante, sempre che non si navighi tirando al massimo senza motivo. Per i palati più raffinati gioverà ricordare che la nipponica Yanmar dispone di due fuoribordo diesel (uno da 27 e l'altro da 39 cv) che potrebbero rivelarsi assolutamente perfetti per tale utilizzo. Peccatoche costino una tombola, ma in previsione di un utilizzo ad ampio respiro...